Ad inizio anno ha suscitato qualche discussione, tra appassionati e non, addetti del settore e semplici amatori del cinema, il successo ottenuto dal film Quo Vado di Gennaro Nunziante con Checco Zalone.

Storytelling e linguaggi cinema italiano | Narrazioni POP

La polemica ha riguardato principalmente la diffusione capillare e con pochi precedenti che il film ha avuto nelle sale italiane, giustificando il successo ottenuto ai botteghini semplicemente come un'operazione meramente commerciale. 
Certamente l'idea di lanciare Quo Vado il primo gennaio è stata una scelta che si rivelata vincente. Il periodo natalizio è da sempre quello che ha garantito i maggiori incassi al cinema. Il clima interiore è quello della festa. Quello esteriore è il clima dei mesi più freddi nell'emisfero settentrionale del nostro pianeta. Insomma, il periodo ideale per andare a vedere un bel film al cinema (e magari scoprire che così bello non è). Diamo un'occhiata a quelli che erano i concorrenti di Quo Vado, quindi alle alternative che ha avuto lo spettatore che voleva vedere un film durante le festività natalizie tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016.
Il 7 dicembre è stato distribuito Il professor Cenerentolo di e con Leonardo Pieraccioni. Troppo presto per arrivare a Natale con qualcosa ancora da dire. Il 16 dicembre sono stati invece lanciati la maggior parte dei grandi blockbuster di Natale. Il ponte delle spie di Steven Spielberg, con Tom Hanks, un film di azione e storico in linea con gli ultimi film diretti dal papà di ET e di Indiana Jones, indirizzato a un pubblico che ami anche un minimo di impegno e di riflessione. Irrational Man  di Woody Allen, un film che possiamo considerare di nicchia, per amanti del genere, ma soprattutto dell'humor sottile del regista e autore comico di New York. Gli ormai classici cine-panettone italiani  Vacanze ai Caraibi - Il Film di Natale, di Neri Parenti con Christian De Sica, e Natale col boss di Volfango De Biasi con Lillo e Greg (quest'ultimo uscito il giorno dopo, il 17 dicembre). Il film più atteso dell'anno è stato comunque Star Wars: Il Risveglio della Forza, che continua la più grande saga fantascientifica della storia del cinema e che inizia un nuovo ciclo che racconterà nuove avventure nell'universo creato da George Lucas.

Storytelling e linguaggi | Cinema Pop Italiano | Quo Vadit

Quando Quo Vado è arrivato nelle sale buona parte della spinta propulsiva dei suoi concorrenti era ormai esaurita e molti di questi non erano più in programmazione. 

Lo stesso Star Wars, nonostante sia rimasto per lungo tempo in programmazione, vista l'enorme attesa creata dalla comunicazione della Walt Disney, che ha  acquistato i diritti della saga da Lucas, ha attirato al cinema la maggior parte dei suoi accaniti fan già nei primi giorni di programmazione.
La Medusa Film, casa distributrice di Quo Vado e produttrice (insieme a TaoDue), ha quindi avuto vita facile a piazzare il proprio film in quasi la totalità delle sale cinematografiche italiane. Un'ottima strategia di marketing, che però, a mio parere, sarebbe servita a poco se l'oggetto della distribuzione non fosse stato un contenuto di qualità. Guardiamo i numeri.
Quo Vado è il secondo film, dietro Avatar di James Cameron, per maggiori incassi nella storia del cinema italiano. Per capire l'enorme successo ottenuto si tenga conto che Star Wars: Il Risveglio della Forza che a livello mondiale è il terzo film che più ha incassato nella storia del cinema (segue i due mainstream di Cameron: il già citato Avatar e Titanic) con oltre 2 miliardi di euro di guadagno ai botteghini di tutto il pianeta Terra, in Italia è solo al 17-imo posto con 25,5 milioni di € di incasso. Quo Vado ne ha incassati ben 65,3 milioni, a soli 400 mila € circa da Avatar. Se si va però a guardare il numero di spettatori,  il film con Zalone può vantare oltre 9,3 milioni di biglietti staccati, contro i soli 7,5 del primo in classifica Avatar, che ha ottenuto maggiori incassi solo grazie al maggior prezzo del biglietto per la trasmissione in 3D. La classifica dei film più visti, ci riserva anche un'altra sorpresa. La Vita è Bella di Roberto Benigni, film del 1997 e premio Oscar come miglior film straniero, ha totalizzato ancora più spettatori dell'accoppiata Nunziante-Zalone: 9,7 contro i soli 9,3 milioni di Quo Vado. Ciò è giustificabile principalmente da tre fattori.

  1. La Vita è Bella ha potuto godere della nuova riprogrammazione nei cinema a seguito della vittoria del premio Oscar.
  2. Nel 1997 il film di Benigni è in un contesto concorrenziale molto meno impegnativo rispetto a quello del 2016 in cui viene lanciato Quo Vado. Il pubblico può vedere film e telefilm solo alla televisione, dove in pratica fanno da padrone solo 6 emittenti televisive (i tre canali della RAI e i tre di Mediaset). La 7 si chiamerà ancora Telemontecarlo fino al 1999 e, così come MTV, fino ad allora non avrà piena diffusione nazionale. Le TV satellitari (che erano poi le uniche pay-TV) avevano solo poche decine di migliaia di spettatori di share.  Lo standard DVD era ancora in via di definizione e i film si potevano vedere solo su cassetta VHS. Oggi gli spettatori hanno possibilità di fruire di contenuti video in maniera molto più ampia. LA TV digitale ha messo a disposizione centinaia di canali. I DVD sono più facilmente reperibili e utilizzabili dei VHS, oltre a garantire una maggiore qualità del video e del suono. La Pay TV è ormai una realtà consolidata e lo streaming su internet sta rapidamente esplodendo anche in Italia (vedi il fenomeno Netflix). Inoltre esiste anche YouTube e le altre piattaforme di sharing video sul web (anche se non direttamente connesso al mercato del cinema ne influenza comunque il consumo). Se guardassimo la classifica dei film più visti nella storia del cinema italiano per numero di spettatori troviamo ai primi posti pellicole degli anni sessanta e settanta, quanto non esisteva il VHS, le TV non erano in tutte le case degli italiani e comunque offrivano al massimo solo le trasmissioni dei due primi canali RAI. Troviamo così ai primi posti Guerra e Pace (1956, 15,7 milioni di spettatori),  Ultimo tango a Parigi (1972, 15,6 milioni), Per un pugno di dollari (1964, 14,8 milioni),  Continuavano a chiamarlo Trinità (1971, 14,6 milioni), Per qualche dollaro in più (1965, 14,5 milioni). Quo Vado e La Vita è Bella sono rispettivamente al 34-imo e al 31-imo posto.
  3. Parere personale: La Vita è Bella è effettivamente un capolavoro non solo pop, ma anche qualitativo, della storia del cinema mondiale.


Ho avuto modo di vedere solo di recente Quo Vado in DVD. E' un capolavoro? No. E' un ottimo film però, sia dal punto di vista tecnico che per storytelling, per quel suo modo leggero di amplificare in maniera surreale (ma nemmeno tanto surreale) ambientazioni, situazioni e personaggi. Non fa ridere, ma fa sorridere e nel finale può anche far leggermente commuovere (un po' come La Vita è Bella). Va guardato con leggerezza, ma anche con sguardo critico e attento per apprezzarne i contenuti (poi ognuno in una storia ci trova quello che vuole, l'immedesimazione dello spettatore o del lettore è uno degli strumenti più potenti che qualsiasi linguaggio narrativo dovrebbe possedere).
Quo vadit, allora il cinema italiano? Rispetto ai bei tempi passati si è persa in Italia la capacità di spaziare nei più diversi generi nerrativi, sommersi dalla grande potenza distributiva delle major statunitensi. I francesi, i tedeschi, gli spagnoli, gli inglesi e i giapponesi non si sono arresi. Hanno continuato a produrre film per tutti i generi e per tutti i pubblici. In Italia, patria del neorealismo e di Fellini, ma anche dei peplum, degli spaghetti western e della commedia sexy all'italiana, ci si è arresi. Per molti anni in Italia si è prodotto quasi esclusivamente film commedia o film impegnati, in molti casi anche con ottimi risultati, per quanto molti critici tendano a non apprezzare il nostro cinema contemporaneo migliore. L'esempio del recente Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti, con due ottimi Claudio Santamaria e Luca Marinelli (tutti e tre vincitori di un David di Donatello per questo film) dimostra che in Italia è possibile fare anche cinema "altro". Salvatores, che ha spaziato su diversi generi, grazie alla sua innata capacità di sperimentare, continua a dimostrarlo da molti anni. Anche nella commedia e nei film impegnati si riesce in Italia a creare ottimi prodotti culturali mantenendo comunque una connotazione pop (dimensione che io apprezzo particolarmente). Oltre a Quo Vado e La Vita è Bella, basta pensare all'altro film che ha spopolato ai David di Donatello di quest'anno insieme alla pellicola su citata di Mainetti, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Ne cito altri che ho avuto modo di vedere in DVD e che mi sono sembrate ottime produzioni: La bella gente di Ivano De Matteo (prodotto nel 2009 ma uscito in Italia solo lo scorso anno), Se Dio vuole del 2015, scritto e diretto da Edoardo Falcone, con Marco Giallini e Alessandro Gassmann, Perez del 2014 di Edoardo De Angelis e con Luca Zingaretti, La scelta del 2015 di Michele Placido con Raoul Bova e Ambra Angiolini (con soggetto ispirato al testo teatrale L'innesto di Luigi Pirandello), Confusi e felici del 2014 di Massimiliano Bruno, Spaghetti Story del 2013 di Ciro De Caro, La mafia uccide solo d'estate film del 2013 di e con PIF (Pierfrancesco Diliberto).

Quo vadit il cinema italiano | Lo chiamavano Jeeg Robot



Fare la mamma non è semplice. 

Essere la mamma di un supereroe nemmeno. Anzi.  

Libro sui supereroi | Storytelling e Linguaggi


Quando nel 1938 viene pubblicato il numero 1 di Action Comics, in cui appare per la prima volta colui che è considerato il primo supereroe della storia dei fumetto, Superman naturalmente, nella prima vignetta ci viene mostrato un missile che decolla da un tetto. La didascalia ci spiega che quel missile trasporta una navicella con dentro il figlio neonato di uno scienziato che lo ha lanciato nello spazio per salvarlo dall'imminente distruzione del suo pianeta. 

Solo molto più in là ci verrà rivelato che quel pianeta si chiama Kripton e che i genitori di Superman sono Jor-El e Lara Lor-Van. 

Mamma Lara muore quindi alle origini della storia del primo, e forse il più potente, dei supereroi e non vedrà mai crescere suo figlio. Viene citata per la prima volta nel 1939, in una striscia apparsa su un quotidiano, con il nome di Lora, ma solo nel 1945, sul numero 101 della raccolta di fumetti More Fun Comics (dove appaiono anche storie di Arrow, Aquaman e lo Spettro) viene raccontata la sua storia e ci viene mostrato il suo volto, nell'episodio The Origin of Superboy. Qui ci viene raccontato come i genitori naturali di Kal-El (il vero nome di Superman) mettono in salvo il loro bimbo appena nato, grazie ad un razzo sperimentale, e come questo atterra sulla terra deve il bambino viene ritrovato ed adottato da Jonathan e Martha Kent. . 

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Non va meglio a Martha Kane, moglie di Thomas Wayne e madre di Bruce e di conseguenza dell'altra icona della DC Comics, il Cavaliere Oscuro, Batman. 

Nel numero 33 di Detective Comics, in un flashback, Bruce Wayne rivive la notte in cui, lui bambino, vede i suoi genitori uccisi da un malvivente durante una rapina. E' l'episodio che lo segna così profondamente da far maturare in lui l'idea di diventare un vigilante, un super vigilante, per proteggere la sua Gotham dal crimine.  

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La potenza di quel trauma perseguiterà Batman per tutta la vita. Frank Miller, ne Il Cavaliere Oscuro, fa rivivere quel ricordo anche ad un Bruce ormai cinquantenne ed acciaccato per l'età e i numerosi combattimenti.  

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Nella saga The Flash: Rebirth, pubblicata nel 2009, ci viene rivelato che anche Nora, la madre di Barry Allen, alias Flash, l'eroe DC dalla super-velocità, è stata uccisa quando suo figlio era ancora un bambino. 

Ad essere accusato dell'omicidio è il padre di Barry, che si rivelerà però essere innocente. La madre è stata infatti uccisa da Zoom, la nemesi di Flash, dotato dei suoi stessi poteri, e tornato indietro nel tempo a quando Barry era solo un bambino, grazie alla sua super-velocità, per commettere una serie di omicidi con lo scopo di rovinare la vita del suo principale avversario. Flash impedirà a Zoom di uccidere altre persone a lui care, ma non riuscirà a salvare proprio l’amata madre. 
Ci proverà nuovamente nella serie  Flashpoint, pubblicata nel 2011. In questa saga, Flash riuscirà a salvare la madre da Zoom, ma provocherà un paradosso temporale che rischia di portare alla distruzione l’intero pianeta. Il suo intervento per cambiare il passato causa, infatti, un ritardo di pochi secondi della rotazione della terra che finisce per creare una realtà alternativa apocalittica. Il piccolo Kal-El, che sarebbe dovuto diventare il futuro Superman, invece di precipitare nelle campagne di Smallville ed essere ritrovato da Jonathan e Martha Kent, atterra a Metropolis. Qui le autorità degli Stati Uniti lo imprigionano e lo sottopongono a crudeli esperimenti per cercare di replicare i suoi immensi poteri. Gli atlantidei, governati da Aquaman, e le amazzoni di Wonder Woman sono in guerra tra loro e il conflitto avrà conseguenze terribili per l'intero pianeta. Nell'attentato ai coniugi Wayne, a morire non sono i genitori, ma il piccolo Bruce. Mamma Martha impazzisce per il dolore e diventa un super criminale con le sembianze e il nome di Joker, mentre papà Thomas, per fermare la moglie, assume l'identità di Batman. Per evitare l'apocalisse Barry è costretto a rimettere le cose a posto, ritornando nuovamente indietro nel tempo e impedendo a se stesso di fermare Zoom mentre sta assassinando la madre.  
Per chi non avesse voglia di leggere l'intera serie Flashpoint, può trovare un'ottima sintesi di questo racconto nel bel film di animazione del 2013 Justice League: The Flashpoint Paradox

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Cosa succede invece alle madri dei supereroi Marvel? Cominciamo dall'uomo simbolo della casa delle idee di Stan Lee: Spider-Man. Anche lui è un orfano. Il nome dei genitori di Peter, cresciuto con gli zii Ben e May Parker, viene rivelato solo nel 1968, sul numero 5 di The Amazing Spider-Man Annual

Sono Richard e Mary Parker, spie che lavorano per la CIA, rimasti uccisi durante una missione in Algeria. 

Quando Mary rimane incinta di Peter i due stanno collaborando con un agente canadese, un certo Logan, che è il primo a fare le congratulazioni ai due sposini per l’arrivo del nuovo bambino. Qualche anno dopo, successivamente alla morte di Richard e Mary, Logan, che è  un mutante con il potere dell’ immortalità e di essere in grado di guarire rapidamente da ogni ferita, si sottoporrà ad un esperimento per impiantare nel suo scheletro una lega metallica praticamente indistruttibile, l'adamantio. Logan diventerà il supereroe Wolverine, ma perderà la memoria di tutto ciò che gli era accaduto prima di sottoporsi all'operazione. 

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Neanche la mamma di Wolverine fa una bella fine. 

James Howlett, che più tardi prenderà il nome di Logan diventando Wolverine, nasce a fine '800 in Canada dagli aristocratici John Howlett e Elizabeth Hudson. In realtà James sembra essere frutto di una relazione extraconiugale di Elizabeth con il violento e rude giardiniere di famiglia, un certo Thomas Logan (di cui James prenderà poi il nome). Logan tenta, insieme al figlio adolescente Dog, di fare una rapina nella casa degli Howlett e di rapire una consenziente Elizabeth, ma John si ribella e rimane ucciso da un colpo di fucile sparato da Dog. Il timido James, alla vista del corpo agonizzante di colui che crede essere suo padre, assale Thomas Logan e, per la prima volta, dal dorso della sua mano fuoriescono degli artigli ossei, che infilzano il giardiniere uccidendolo. Credendo il figlio un mostro, Elizabeth lo caccia di casa e si suicida. Il trauma porterà James a perdere per la prima volta la memoria (in realtà sono i suoi poteri di auto-rigenerazione che gli inibiscono i ricordi per farlo guarire dallo shock subito per la morte del padre e per l'omicidio compiuto). 

Matt Murdoch, alias Daredevil, sembra essere orfano di madre, prima di perdere anche il padre Jack ucciso dalla mafia perchè si è rifiutato di perdere in un incontro di pugilato truccato. 

Nel 1986, però, Frank Miller, che diventerà famoso proprio per la sua opera nel rilanciare l'eroe di Hell's Kitchen, ancora prima di lavorare su Batman, ci rivela, nell'episodio Pariah, sul numero 229 della serie Daredevil, che la mamma di Matt è ancora viva. E' una suora, sister Maggie. La donna aveva sposato giovanissima il pugile  "Battlin' Jack" Murdock, e rimase presto incinta del loro primo bambino. Purtroppo, a causa di una fortissima depressione post-partum, Maggie tenta di assassinare il figlio appena nato. Disperata per l'insano gesto che stava per compiere abbandona la famiglia e si fa suora per redimersi dalle sue colpe. I disegni di Pariah sono di un altro grande autore delle storie a fumetti dei supereroi, David Mazzucchelli, che collaborerà con Miller anche nella serie Batman: Anno uno. Suor Maggie appare anche in una scena onirica nella prima stagione della serie televisiva Daredevil prodotta da Netflix. Qui Matt, gravemente ferito dal ninja Nobu e da Wilson Fisk, sogna una suora che si prende cura di lui, presumibilmente la madre mentre delira esanime sul divano di casa sua, dove viene ritrovato dal suo amico Foggy che scopre così la sua identità da supereroe.  

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Non va meglio per le mamme degli eroi dei manga giapponesi. 

Anche qui tutti i supereroi sono orfani almeno di un genitore. In Jeeg Robot d’Acciaio è il professor Shiba, papà di Hiroshi, l'alter-ego di Jeeg, a morire, anche se la sua coscienza sopravvive in un super-computer, mentre la mamma Kikue  è viva e si prende cura della sua famiglia, nonostante il rapporto difficile col figlio. In Mazinga Z Koji Kabuto, pilota del super robot, sembra inizialmente orfano di entrambi i genitori, per poi scoprire nella serie successiva Grande Mazinger, che il padre Kenzo, creduto morto è in realtà vivo (anche se in un corpo metallico). Nel più recente remake Mazinger Edition Z: The Impact!, del 2009, anche la madre di Koji sembra essere sopravvissuta e riveste un ruolo piuttosto particolare. Il pilota del Grande Mazinger, Tetsuya Tsurugi, è invece orfano di entrambi i genitori, così come è anche per Actarus, il duca di Fleed, e pilota di Goldrake. Nel manga, e poi anime, Ken il Guerriero,  sono orfani anche i tre fratelli Kenshiro, Raoul e Toki, che sono i protagonisti della prima serie. Non è diversa la situzione di Shinji Ikari, protagonista del più recente Neon Genesis Evangelion, orfano di madre, che si scoprirà, verso la fine dell’anime, essere stata clonata nell'adolescente Rei Ayanami, con cui Shinji ha un rapporto piuttosto ambiguo. Senza genitori è anche Naruto, protagonista dell’omonimo manga, come Son Goku, eroe di Dragon Ball, a seguito della distruzione del suo pianeta natale Vegeta, così come tutti i protagonisti de I cavalieri dello Zodiaco (in particolare si sottolinea nella serie l'attaccamento di Cristal il Cigno alla madre defunta). I due fratelli Edward e Alphonse Elric di Fullmetal Alchemist vedono invece morire la loro madre Trisha a causa di una malattia: è proprio il tentativo, tramite l'alchimia, di riportarla in vita, a dare origine all’intera storia che viene raccontata nel manga. 

Insomma essere la mamma di un supereroe è molto pericoloso, e non consigliabile. Meglio avere figli più tranquilli, come operai, artigiani o semplici impiegati.  

D’altronde ci sono mamme che sono loro stesse dei supereroi.  

Jessica Jones (altra protagonista di una serie televisiva firmata Netflix), dopo aver messo alla luce Danielle (figlia sua e del supereroe dalla pelle impenetrabile Luke Cage) diventa un personaggio molto meno trasgressivo, che preferisce una vita più normale a quella da supereroina costretta a combattere super criminali per difendere l'umanità. Certo anche per i supereroi, nonostante i superpoteri, fare la mamma non è facile. Non pochi problemi ha avuto Sue Storm, la Donna Invisibile dei Fantastici Quattro, per difendere Franklin Benjamin Richards, figlio suo e di Mr Fantastic, Reed Richards, da super-criminali ed entità cosmiche malvagie. Franklin, essendo figlio di due supereroi, è dotato infatti di poteri straordinari (di livello Omega, livello a cui arrivano solo pochi esseri metaumani, come Jean Grey, nella sua forma di Fenice, Hulk o l’Uomo Ghiaccio), che molti villain tentano di controllare. Altrettanto straordinari sono i poteri di Scarlet, che ricorre alla sua magia per dare dei figli, i gemelli Thomas e William, al marito Visione (che è un androide e quindi fisicamente impossibilitato a generare dei figli). Questo avvenimento darà il via a una serie di eventi catastrofici per tutto l'universo Marvel dei supereroi che sono raccontati nelle saghe Vendicatori divisi e House of M. Non mancano madri straordinarie nel mondo DC. Lois Lane da un figlio a Superman nella storia Che cosa è successo all'Uomo del Domani? di Alan Moore e Curt Swan. Mentre Catwoman, in una realtà alternativa, da alla luce Helena Wayne, conosciuta come l’eroina Cacciatrice, figlia sua e di Bruce, alias Batman.  
In fondo, così come nella vita, anche nelle narrazioni con forte accento mitologico, come quelle dei supereroi, la mamma è un personaggio che non può mancare e che riveste una centralità difficilmente sostituibile.  

Libro sui supereroi | Storytelling e linguaggi

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Storytelling e società | Economia e politica


Quanto costa il riso? Nelle nostre città basta andare in un supermercato e guardare il prezzo riportato sullo scaffale. Ma come si stabilisce quel prezzo? 
Esiste la borsa  merci per determinare il costo del riso, così come è per il grano, per il mais, per il frumento, per molti altri beni di prima necessità.
Si può investire nel riso, come si investe nelle azioni di Apple o della Fiat, attraverso  ETF e Futures. 

Il prezzo dei beni di prima necessità non è così volatile come avviene nel listino azionario classico, in quanto viene stabilito con cadenza settimanale, ma si può speculare su Riso, Grano e Mais, come si fa con le azioni di una S.p.A. 

Società e Storytelling | Armi di Speculazione di Massima

Anche se il prezzo dei generi alimentari sta mediamente diminuendo in questi ultimi anni, la speculazione su beni di prima necessità ha conseguenze devastanti sulla società. In prima istanza su quella del terzo mondo, dove la semplice variazione improvvisa del prezzo, anche se poi ritorna a valori coerenti con le capacità di acquisto della popolazione, può portare alla fame milioni di persone. Bene di prima necessità è certamente il cibo, ma anche tutte le materie prime che possono reggere l'economia di uno stato: petrolio, oro, metelli rari e non. 

Questa situazione di incertezza crea instabilità, rivolte, guerra e di conseguenza anche lo spostamento di grandi masse di persone verso i paesi più sviluppati. 

Rifugiati, migrazioni, muri. Tutti effetti anche di questa nuova arma che è la speculazione di massa.

Società e relazioni | Sociologia | Semiotica


Nei paesi poveri un bene che sta diventando sempre più prezioso non è solo il cibo, ma anche l'acqua. 

L'acqua è vita. Necessaria per sopravvivere. Necessaria all'agricoltura e all'allevamento per produrre cibo. Ben 263 dei grandi bacini fluviali nel mondo sono condivisi tra più stati. 59 di questi fiumi si trovano in Africa. Per controllare la sostanza più diffusa sul nostro pianeta esiste l'levato rischio che possano nascere nuovi conflitti. La tensione per il controllo delle fonti idriche è alta già in diversi parti del mondo: nell'Africa nord-occidentale; tra Sudafrica e Botswana; tra i sette paesi attraversati dal Nilo; Nel Medio Oriente, dalla Palestina alla Turchia fino all'Iraq e l'Iran; nelle ex repubbliche sovietiche di Kazakhstan, Kyrgyzstan e Uzbekistan; tra India e Bangladesh; in Sud America, tra Ecuador e Perù. 
Con dimensioni decisamente ridotte la questione dell'acqua riguarda anche il nostro paese. 
Nel 2011 si votò in Italia il referendum per l'abrogazione della modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il referendum si riferiva alla norma che consentiva di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a soggetti privati, prevedendola come modalità preferenziale e permettendo solo in situazioni del tutto eccezionali la gestione diretta all'amministrazione pubblica. 

Il referendum venne associato principalmente alla gestione dell'acqua, considerata bene pubblico non affidabile a soggetti privati. Il risultato della consultazione non lasciò dubbi: votarono circa il 55% degli aventi diritto (quorum raggiunto) con oltre il 95% di SI. L'Italia indicò che l'acqua doveva essere gestita dall'amministrazione pubblica.

Italiani hanno detto si all'acqua pubblica | Società e relazioni

Dopo cinque anni l'argomento è di assoluta attualità. Poche settimane fa si è innescata una pesante polemica per gli insulti lanciati dal web alla deputata che ha dichiarato che "L’acqua pubblica che arriva nelle nostre case non può essere considerata un bene pubblico ma proprio perché l’acqua non è un bene non escludibile. Per arrivare nelle nostre case abbiamo acquedotto, condutture, ...". Sono dell'idea che l'insulto è assolutamente deprecabile e condannabile. Il dissentire e attaccare, in modo anche forte, opinioni che non si condividono, no. Fa parte del normale dibattito pubblico, sempre nei limiti del buon senso e della buona educazione.
Nelle province di Roma e Frosinone,  come in altre aree del Lazio, Toscana, Umbria e Campania, la gestione del servizio idrico è affidato ad ACEA SPA. L'azienda dichiara sul suo sito di essere il primo operatore italiano nel settore idrico con 8,5 milioni di abitanti serviti. In condizioni praticamente di monopolio. Se vuoi l'acqua in quelle aree la prendi da ACEA o niente. E questo servizio essenziale lo gestisce una società quotata in borsa. E' vero, il suo principale azionista è il comune di Roma (51% delle azioni, dati dal bilancio 2015), ma visto come funziona il pubblico, si potrebbe sospettare che il controllo sia lasciato ai partner privati. Partner che sono Caltagirone (circa il 16% da bilancio 2015) e Suez (12,5%, oggi Engie, colosso francese dell'energia). 

ACEA gestisce l'acqua come bene pubblico di prima necessità, come gli italiani avrebbero stabilito con l'esito dei referendum del 2011? 

Ecco come il loro custom care fa caring sui propri clienti. Che poi clienti non dovrebbero essere, ma utenti di un servizio pubblico.

Società e relazioni | Economia e Politica | arma di speculazione di massa

E' un sollecito per un ritardo di pagamento. Non si sono accorti che il ritardo era di soli 6 giorni per una fattura trimestrale e hanno inviato una raccomandata a/r, quindi con un costo per l'ente (che forse avrebbe fatto bene ad attendere qualche giorno prima dell'invio). Chi paga questo spreco? comunque l'utente che si vede di anno in anno aumentare le tariffe. Dal 2014 al 2015 l'acqua è aumentata mediamente dell'8,8%. Nello stesso anno lo stato, quindi noi con le nostre tasse, non gli enti che gestiscono il servizio idrico,  ha speso 3,2 miliardi di euro per l'ammodernamento di acquedotti, condutture, fognature, depuratori. Ciò che però mi ha maggiormente meravigliato è lo stile con cui viene scritta questa lettera. ACEA. Non si riferisce in maniera gentile al proprio cliente / utente / comproprietario effettivo del bene che gli rivende. No. 

ACEA, si autodefinisce SPETTABILE ENTE.

Pare di trovarsi di fronte ad antica nobiltà di medioevale memoria che si rivolge ai propri sudditi :-) .
Quando l'acqua era gestita esclusivamente dalla cosa pubblica, non era possibile, per motivi sanitari, interrompere il servizio all'utente moroso. Il tribunale di Brescia, con una sentenza del 2014, ha stabilito che neanche l'amministrazione di un condominio può staccare l'acqua a un condomino moroso, anche quando il servizio di approvvigionamento idrico sia un'utenza condivisa. Il motivo è semplice: non si tutela solo la salute del cittadino moroso, ma di tutta la società. Molte malattie causate dall'impossibilità di disporre dell'acqua, come il tifo e altre infezioni, sono infatti contagiose.
Il gestore invece, può farlo. Basta una semplice lettera di preavviso come quella riportata sopra in cui ACEA si definisce "spettabile ente". Non solo. Il TAR del Lazio ha stabilito che neanche il comune, o altro ente pubblico, può, con un'ordinanza, imporre alla società che gestisce la distribuzione dell'acqua di interrompere la sospensione, benché l'acqua sia un bene pubblico e il gestore abbia solo una concessione per la sua distribuzione (l'acqua che distribuisce non è sua, così come la stessa rete di distribuzione). Questo nonostante ACEA ATO non abbia mai creato il fondo di solidarietà, previsto per legge e obbligatorio per fruire della concessione della gestione dell'acqua, per garantire l'erogazione del servizio anche agli utenti indigenti.

Alcuni hanno solo diritti, alcune grandi aziende che fanno l'interesse non si sa di chi, altri, le persone, solo doveri.

D'altronde un'azienda ragiona con le logiche del profitto e non con quelle del bene comune. Ancora una volta l'economia vince sull'uomo.
Noblesse oblige, ma non sempre. Anzi sempre più raramente.

Storytelling e società | Economia e politica



Oggi 4 Maggio esce nei cinema italiani Captain America: Civil War.

La regia è dei fratelli Anthony e Joe Russo, con protagonisti Chris Evans nei panni di Steve Rogers / Captain America e Robert Downey Jr. che veste quelli di Tony Stark / Iron Man (per cavalleria citiamo anche la bella Scarlett Johansson che interpreta la letale Vedova Nera). 

Media e Storytelling | Libri sui supereroi | Capitan America vs Iron Man

Contemporaneamente all'uscita del film, a partire dal 3 maggio, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, in collaborazione con Panini Comics, hanno lanciato la collana  intitolata "Marvel: Le Battaglie del Secolo" allegata all'uscita del martedì dei singoli quotidiani. I primi volumi sono proprio dedicati alla saga Civil War.

Libri sui Supereroi | Civil War | Media e Storytelling


Tra il film e il fumetto ci sono delle differenze sostanziali. In fondo i Cinecomic stanno riscrivendo la storia dei supereroi, sia per quanto riguarda la Marvel Comics che la DC Comics (un esempio è stato il recente Batman vs Superman di Zack Snyder). 

Per esempio uno dei protagonisti della saga originaria a fumetti, scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven, è Daredevil. 

Marvel's Daredevil | Storytelling e linguaggi | Mark Millar e Steve McNiven


Benché l'eroe di Hell's Kitchen è entrato a far parte in maniera prepotente del Marvel Cinematic Universe, con l'omonima serie televisiva trasmessa da Netflix, collegata ai film trasmessi al cinema come dimostrano i numerosi riferimenti che troviamo specialmente nella serie parallela su Jessica Jones, Daredevil non apparirà nel film dei fratelli Russo. Ritroveremo al cinema invece molti altri eroi della Marvel, molti dei quali li abbiamo già visti in altri Cinecomics, come Bucky Barnes / Soldato d'Inverno (nei precedenti film su Capitan America), Sam Wilson / Falcon (visto negli Avengers, in Capitan America e nel film Ant-Man), James Rhodes / War Machine (nella saga di Iron Man e nell'ultimo capitolo degli Avengers), Clint Barton / Occhio di Falco (negli Avengers e in Thor),  Visione apparso in Avemgers: the Age of Ultron così come Wanda Maximoff / Scarlet, Scott Lang / Ant-Man (protagonista dell'omonimo film). Accanto a questi due nuovi personaggi: T'Challa / Pantera Nera, supereroe e sovrano del fantastico Regno di Wakanda, e Peter Parker / Spider-Man, che fa supporre un nuovo reboot dei film sull'Arrampicamuri dopo le saghe di Sam Raimi e di Marc Webb.

Di seguito un breve estratto dal libro "NUVOLE 2.0: Pantheon contemporaneo - I supereroi dai fumetti al cinema mainstream" (disponibile su Amazon al seguente link eBook Amazon: Nuvole 2.0: Pantheon Contemporaneo).

 La Modern Age dei fumetti dei supereroi

In ambito Marvel qualcosa di simile al crossover della DC Comics "Crisis on Infinite Earths" accade con Civil War che rappresenta la serie più significativa del nuovo corso della Modern Age. Scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven, e pubblicata tra il 2006 e il 2007, Civil War si sviluppa indipendentemente come crossover anche su tutte le altre testate dell’Universo Marvel (cioè le vicende raccontate hanno effetti e si muovono parallelamente anche sugli albi dei singoli supereroi o gruppi di supereroi). L’evento scatenante della storia ricorda molto da vicino la tragedia dell’attentato alle Twin Towers dell’11 Settembre 2001: un gruppo di giovani supereroi, i New Warriors, acconsente di partecipare ad un reality show che riprende in diretta le loro imprese. Per innalzare gli ascolti decidono incautamente di catturare in diretta televisiva un gruppo di supercriminali in fuga nella piccola cittadina di Stamford nel Connecticut. Tra i criminali c’è anche Nitro, che ha il potere di esplodere rimanendo però illeso. Messo alle strette Nitro innesca il suo potere uccidendo tutti i suoi compagni e tutti i New Warriors ad eccezione di Speedball, dotato di un campo di forza in grado di riflettere e amplificare l’energia cinetica rivolta verso di lui. L’esplosione di Nitro, unita all’energia riflessa da Speedball, causano oltre 600 morti tra  cui molti bambini che si trovavano in una scuola elementare adiacente al luogo dello scontro. Tutto l’evento viene ripreso dalla TV e trasmesso in diretta generando un senso di sdegno generale che porta alla diffidenza ed all’odio verso tutti i supereroi, ritenuti responsabili di quanto è accaduto (a causa del comportamento sprovveduto dei New Warriors). Per porre rimedio a questa situazione, su suggerimento dello SHIELD (l’organizzazione segreta para-governativa che collabora con i supereroi) il Congresso degli Stati Uniti decide di approvare l’Atto di Registrazione dei Superumani (ARS), che richiede a tutti i supereroi di registrarsi e svelare la propria identità segreta, in modo da classificare i poteri di ognuno per prevenire eventuali incidenti come quelli di Stamford. Tra i supereroi si creano subito due schieramenti, i pro-governativi, capeggiati da Iron Man e da Mr. Fantastic e i ribelli, che scelgono come loro leader Capitan America (in uno stravolgimento completo di questo personaggio rispetto alla sua versione della Golden Age dove era un soldato fedele alle gerarchie e quindi alle istituzioni). Ne nascono profonde lacerazioni tra i difensori della giustizia. Anche familiari: Sue Storm (la Donna Invisibile) non condivide le idee del marito così lo lascia; Johnny Storm (la Torcia Umana) si unisce ai ribelli; Ben Grimm (la Cosa) preferisce mantenere la sua neutralità e trasferirsi a Parigi lontano dagli Stati Uniti. Spider-Man, convinto da Tony Stark (Iron Man) e Reed Richards (Mr. Fantastic), dapprima si unisce al gruppo dei governativi presentandosi, a scopo propagandistico, davanti alle telecamere e svelando la sua identità segreta, pronunciando le parole “My name is Peter Parker, and I've been Spider-Man since I was fifteen years old” [Mi chiamo Peter Parker, e sono Spider-Man dall’età di 15 anni]. Poco dopo però, dopo un colloquio con Capitan America, l’Arrampicamuri si ripresenta a sorpresa in televisione per dichiarare la sua contrarietà all’obbligo di registrazione e unirsi ai ribelli. 

La lotta sul diritto al mantenimento della propria identità segreta (in qualche modo il diritto a una vita privata, alla privacy, in un mondo, anche quello reale in cui vive il lettore, dove sempre più invece tutto deve essere reso pubblico) diventa una lotta per le libertà individuali. 

L’identità segreta, che sin dalla nascita dei supereroi è stato uno dei cardini portanti del genere superomistico, viene messa in discussione e riletta in una chiave del tutto nuova e contemporanea. Responsabilità individuale e collettiva, ricostruzione del significato post-moderno della democrazia, politica, limiti e diritti della libertà, sono temi che attraversano tutto l’universo narrativo di questo racconto, lasciando aperta ogni interpretazione in uno sviluppo narrativo ipertestuale colmo di rimandi a eventi reali e al raccontato di testi letterari, cinematografici, televisivi e fumettistici, continuamente ricordato dal sottotitolo in copertina di ognuno dei 7 albi che costituiscono la serie: “Whose side are you on?” (E tu da che parte stai?).

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Copertina del primo numero di Civil War

Il lettore è chiamato a partecipare, a essere parte attiva del racconto, a schierarsi, a dichiarare le sue idee. 

Chi è in questo racconto il ‘bad boy’, ‘il villain’? 

Alla storia principale si aggiungono anche gli 11 albi della serie parallela Civil War: Front Line, che racconta gli stessi eventi dal punto di vista di due reporter, con idee opposte sulla vicenda, in un altro splendido esempio di narrazione multilivello, plurilinguistica ed ipertestuale. 

Per chi volesse approfondire può farlo leggendo l'eBook "NUVOLE 2.0: Pantheon contemporaneo - I supereroi dai fumetti al cinema mainstream" (disponibile su Amazon a questo link Nuvole 2.0: Pantheon Contemporaneo e in offerta a 2,99$ anziché 4,99$ fino al 7 maggio, gratis sempre per gli gli iscritti a Kindle Unlimited)
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Qual'è il mercato potenzialmente più importante del XXI secolo?

Gli anni '80 dello scorso secolo è stata l'epoca del boom del settore dell'informatica.  Gli anni '90, il settore trainante fu quello delle TLC e di internet, che si concluse con la bolla speculativa che dissolse le enormi aspettative su quel mercato tra il 2000 e il 2001. Seguì il boom della telefonia mobile. Ancora oggi questo è un settore trainante dell'economia, che però riserva la maggior parte dei margini ai costruttori di smartphone e tablet (Apple, Samsung, Huawei, etc.) piuttosto che ai provider dei servizi. Grandi aspettative sembra avere il settore del cloud computing. I social, il web 2.0 e 3.0 e i new media d'altronde sono i mercati che più di altri stanno modificando lo stile di vita dei singoli e della società. Negli ultimi mesi però, il settore dove più si assiste a profondi cambiamenti e investimenti strategici è quello dei media, o per essere più precisi, della produzione di contenuti.

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Quali sono le aziende più importanti nel settore dei Media? 

Rispondere non è semplice in quanto bisognerebbe innanzi tutto definire cosa dobbiamo considerare o meno come business nel settore dei Media. Per esempio un'azienda di telecomunicazioni è un'azienda che opera nel settore dei media o semplicemente una utility? Ci sarebbe molto da discutere, ma non è questo il tema che voglio affrontare in questo post. Secondo un rank stilato da Forbes, la prestigiosa  rivista statunitense di economia e finanza, the world's biggest Media Company del 2015 è Comcast. 

Comcast è il più grande operatore via cavo degli Stati Uniti. 

Dall'altra parte dell'oceano, a differenza del nostro paese, il cavo è il modo più diffuso per ricevere il segnale televisivo in casa propria. Come funziona questo mercato? Le piattaforme televisive via cavo hanno come principale fonte di ricavo gli abbonamenti pagati dagli utenti. Ogni piattaforma di distribuzione dei contenuti via cavo, a sua volta, paga le reti televisive per poterle distribuire ed averle nel proprio pacchetto di offerta ai telespettatori (passando all'emittente una percentuale di quanto ricavano dagli abbonamenti). Comcast non si limita a questo: nel 2013 ha acquistato la NBCUniversal di cui era già principale azionista dal 2011. L'azienda era stata fondata solo due anni prima da Vivendi e General Electric. La storia di NBC e Universal è molto più antica. La NBC è una delle principali emittenti televisive americane, che nasce nel 1926 come canale radiofonico. La Universal ha addirittura le sue origini nel 1909, una delle più importanti case di produzione e distribuzione cinematografica, ma attiva, sin dagli anni Cinquanta, anche in quella televisiva (in particolare proprio per il canale NBC). Sono stati prodotti o distribuiti dalla Universal film come Psycho di  Alfred Hitchcock, la serie di film di Jurassic Park, la trilogia di Ritorno al Futuro, la serie di film Lo squaloE.T. l'extra-terrestreIl gladiatore, i due film su Conan il barbaro che lanciarono Arnold Schwarzenegger nel cinema, i primi due film sul supereroe Marvel  Hulk. L'ultima conquista della ComCast è la DreamWorks, il cui acquisto è stato perfezionato pochi giorni fa, a fine Aprile. DreamWorks è la casa produttrice fondata da Spielberg, insieme a Katzenberg e Geffen, che ha nel suo carnet film come Amistad, Salvate il soldato RyanAmerican BeautyA Beautiful MindMinority Report, il remake americano The Ring, La guerra dei mondi, la serie dei Transformers (la lista risente delle mie preferenze per il genere fantastico). La DreamWorks è inoltre famosa soprattutto per i suoi film di animazione come Il principe d'Egitto, la serie di film sull'orco Shrek e suoi spin-off, le serie e gli spin-off di MadagascarMostri contro alieni, i due film di Dragon Trainer, TurboMr. Peabody e Sherman, Home - A casa e infine, ma non ultimo, i tre film di Kung Fu Panda. L'ultimo di questa serie, uscito lo scorso mese in Italia, ha avuto grande successo anche in Cina (dove lo storytelling è ambientato), dove le produzioni DreamWorks sono in generale molto apprezzate.

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Un mercato enorme, quello del cinema cinese, destinato a superare in pochissimi anni quello statunitense,  che fa certamente gola a ComCast che non a caso è anche impegnata  nella costruzione di un parco a tema vicino a Pechino.

A proposito di parchi tematici, proprio l'azienda che ha inventato i parchi a tema è al secondo posto tra le maggiori Media Company al mondo: la Walt Disney.

Anche questa azienda non è rimasta attaccata ai suoi simboli Topolino e Paperino, immobile  nelle turbolenze recenti e passate del mercato dei Media.  Fondata nel 1923 da Walter Disney (meglio noto come Walt) e da suo fratello Roy Oliver, nel 1954 già inizia a diversificare il suo business creando la casa di distribuzione Buena Vista Pictures. Nel 1955 nasce  ad Anaheim, nella periferia di Los Angeles, Disneyland, il primo parco tematico, che diventerà tale, in tutta la sua essenza, nel 1971 con l'inaugurazione di Disneyworld ad Orlando, in Florida. Un esempio di come i contenuti possano diventare anche qualcosa di molto reale e tangibile. Una rivoluzione nell'universo dell'entertainment.
Negli anni '80 ci sono due avvenimenti importanti: l'apertura del mercato televisivo, con la produzione di contenuti per la TV e la nascita di Disney Channel, e la fondazione della Touchstone Pictures, per la produzione e la distribuzione anche di film non diretti esplicitamente ad un pubblico infantile. Sono della Touchstone i film Splash - Una sirena a ManhattanIl colore dei soldiGood Morning VietnamPretty Woman, i due film di Sister ActArmageddon - Giudizio finale, L'uomo bicentenarioSignsInterstellar (in collaborazione con la su citata DreamWorks). Nel 1993 e fino al 2010, controlla la Miramax (che produc alcuni dei film di Tarantino, come Pulp Fiction e i due Kill Bill). Nel 1996 acquista l'ABC, una delle più grandi emittenti televisive statunitensi insieme alla già citata NBC.  Nel 2003, I Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna, sarà il primo film firmato Disney che richiede che i bambini siano accompagnati in sala da un adulto. La scelta è quella giusta. Il suo seguito, del 2006, Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma, diventa il film più visto nella storia del cinema fino ad allora. Nello stesso anno la Diseny acquita la Pixar, fondata da George Lucas, il creatore della saga di Star Wars, per la ricerca sull'animazione digitale (la CGI) e che fu rilanciata nel 1986 da Steve Jobs dopo la sua temporanea uscita da Apple. La Pixar già dal primo successo con Toy Story nel 1995, collabora con la Disney per la produzione dei suoi lungometraggi animati come Monsters & Co. e il successivo Monster University, Alla ricerca di NemoGli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi, Wall-e, i due film animati di Cars e il recente Inside Out. Nel 2009 Disney assorbe anche la Marvel Enterteinment e inizia il successo dei Cinecomic: i film della serie su The Avengers e Iron Man sono tra i film che più hanno incassato nella storia del cinema. Nel 2012 diventa della Disney anche la LucasFilm: la nuova entrata porta in dote il film di Natale del 2015, Star Wars: Il risveglio della Forza, il terzo maggiore incasso nella storia del cinema (la LucasFilm ha nel suo portafolio oltre alla saga di Star Wars anche quella di Indiana Jones, quindi le possibilità di sviluppo sono ancora enormi). Nel 2014 Disney produce anche il film animato con maggiore incasso nella storia del cinema: Frozen - lI regno di ghiaccio. Come nel caso ci ComCast, anche la Walt Disney è notevolmente cresciuta con le acquisizioni fatte negli ultimi dieci anni.

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Secondo Forbes, il terzo agglomerato Media per fatturato è la Twenty-First Century Fox, Il gruppo fondato e presieduto dal magnate australiano Rupert Murdoch. 

Il conglomerato ha origine da uno dei più tradizionali tra i media, i quotidiani. Murdoch iniziò la sua attività negli anni Cinquanta ereditando dal padre il principale giornale della città di Adelaide . Da lì iniziarono le acquisizioni dei quotidiani inglesi The Sun e News of the World  ne 1969, a cui seguirono nel 1976 la conquista del  New York Post e nel 1981 del Times di Londra e del Sunday Times. Negli stessi anni inizia la diversificazione con gli studi cinematografici dello storico marchio della 20th Century Fox. Per capire l'importanza di questa casa distributrice, si pensi che i due maggiori incassi della storia del cinema, Avatar e Titanic, sono co-produzioni della 20th Century. Nel 1985 c'è l'ingresso del gruppo nel mondo della TV che nel 1986 da vita a uno dei principali gruppi televisivi statunitensi e non solo, la  Fox Broadcasting Company. Dalla Fox nasce negli anni '90 la televisione satellitare Sky Television, da cui deriva anche Sky italia, il secondo gruppo televisivo privato in Italia, per spettatori e ricavi, dopo Mediaset. L'origine di Sky Italia risale alla prima pay TV italiana, Telepiù, creata da una joint venture tra Telecom e Vivendi (oltre a Canal Group)... protagoniste della cronaca di oggi nel mercato dei Media in Italia.
Nel 2014 la Fox ha tentato di comprare la Time Warner, che ha però rigettato l'offerta. Ancora un altro segno delle grandi manovre in corso nel mercato dei media. Nello stesso anno la 21th si è dovuta quindi accontentare dell'acquisto di una piccola società, la Truex, specializzata nella pubblicità digitale, un settore che sembra destinato a una crescita esponenziale.

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La Time Warner secondo Forbes segue immediatamente nella classifica dei principali conglomerati mediatici la 21th Century Fox.
D'altronde dalla produzione dei contenuti non possiamo escludere i colossi del web.

Secondo the Institute for Media and Communications Policy, nel 2014 Google aveva un fatturato proveniente dalla produzione di contenuti di poco inferiore a ComCast (49 miliardi di $ contro 51) e superiore sia a Walt Disney (35 miliardi) che alla 21th Century Fox (30 miliardi). 

Sony Entertainment con oltre 20 miliardi era all'ottavo posto. In decima posizione troviamo Apple, con 13,5 miliardi di $ di fatturato proveniente dalla produzione e distribuzione di contenuti. Vivendi con 10 miliardi è in posizione 14, Facebook con 9,4 alla 17, Microsoft con 7,2 alla 20 (ricordiamo che MS è uno dei leader mondiali nella produzione e distribuzione di videogiochi), Bloomberg con 6,8 alla 24, la BBC con quasi 6 miliardi alla 28, Netflix, da pochissimo entrata nel mercato della produzione e distribuzione di contenuti, è già al 40o posto con 4,1 miliardi di fatturato e ha superato la Nintendo, con 3,9 miliardi in posizione 41, Yahoo con 3,5 miliardi al 46, che precede di poco Mediaset con 3,4 miliardi di fatturato, C'è posto anche per Amazon (3 miliardi, posizione 52) e la RAI (2,5 miliardi, posizione 59).
In questi ultimi mesi, anche in Italia stiamo assistendo a una notevole dinamicità del mercato dei Media: Vivendi è diventata principale azionista  di Telecom e ha fatto un recente accordo con Mediaset acquistando il controllo della pay-tv Mediaset Premium. Mondadori (sempre del gruppo Finivest che possiede anche Mediaset) ha ottenuto il controllo della Rizzoli Libri, mentre Cairo Editore ha lanciato un'offerta per il controllo del principale quotidiano italiano, il Corriere della sera.

Grandi manovre, insomma. Sarà che in Media stat virtus? O si prepara una nuova bolla speculativa?

Quel che è certo è che per mantenere alto l'interesse sugli oggetti tecnologici che ormai fanno parte del nostro quotidiano è necessario fornire loro carburante da bruciare. Il carburante di Cinema, TV, quotidiani, libri, web, smartphone, varie ed eventuali sono i contenuti. Chi li possiede o è in grado di distribuirli controllerà un settore strategico del mercato, che non solo ha ripercussioni sull'economia, ma soprattutto sul modo di pensare e di vivere delle persone.
Qualcosa che vale molto, molto di più, di qualsiasi pacchetto azionario di controllo.

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Serie TV e supereroi. 

In questo post voglio mettere in evidenza certe  caratteristiche peculiari di alcune recenti serie TV basate sui personaggi dei supereroi. In particolare, mi riferisco al telefilm DC Gotham e alle serie Marvel Daredevil e Jessica Jones. Tutti e tre si differenziano in maniera decisa dalle serie televisive sui supereroi del passato, ma anche da alcune produzioni contemporanee, come The Flash o  Arrow. Lo spunto per queste riflessioni partono da lontano. 


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Qualche giorno fa, nel primo pomeriggio, hanno dato su MTV (o meglio su quella che era la storica MTV in Italia e che da poco tempo ha preso il nome di TV8):

The Amazing Spider-Man


La breve saga diretta da Marc Webb (costituita da soli due film, purtroppo a mio parere) è finora la mia preferita.

Ho trovato moto più convincente Andrew Garfield nei panni di Peter Parker, rispetto a uno più insipido Tobey Maguire (opinione naturalmente personale). 

In estrema sintesi, lo Spider-Man della coppia Sam Raimi (alla regia) e Maguire (nei panni del supereroe)  ha il carattere dell'Uomo Ragno delle origini, quello creato e disegnato da Steve Ditko, ma il soggetto si ispira alle storie dei fumetti successivi, scritti da Stan Lee e disegnati da John Romita Sr. Stan Lee è infatti riconosciuto come il creatore dell'Aracnide insieme a Ditko, ma in realtà il suo effettivo contributo nelle prime avventure del supereroe è stato abbastanza limitato (per approfondire vedi il libro "NUVOLE 2.0: Pantheon contemporaneo", disponibile su Amazon).
Al contrario l'Uomo Ragno di The Amazing Spider-Man (uno e due), diretto da Marc Webb e interpretato da Garfield, si ispira alle prime storie di Ditko, ma ha il carattere (l'ēthos, come lo chiamerebbero i teorici di narratologia) del personaggio dei fumetti di Lee e Romita Sr. E' un Peter Parker altrettanto drammatico quanto quello di Ditko, ma molto più brillante. In grado di reagire alle piccole e grandi tragedie della vita e pronto ad affrontare i propri avversari con irriverenza e la battuta sempre pronta e tagliente. Indubbiamente è il mio preferito. Non solo tra le diverse versioni cinematografiche dell'arrampicamuri. Semplicemente è il mio supereroe preferito, quello che più ho letto e mi ha fatto sognare quand'ero bambino e adolescente.
Bambino e Adolescente. Questa considerazione richiede di tornare al film che ho guardato qualche pomeriggio fa su TV8. Rivedendolo ho avuto modo di ragionare su quanto quel film sia stato un punto di svolta per i film sui supereroi. Dei film e non solo. Una pietra miliare, nonostante al botteghino abbia registrato incassi inferiori rispetto alla precedente saga di Raimi. Lizard, il villain con cui deve combattere l'Uomo Ragno nel primo film di Webb, non è semplicemente un "cattivo dentro", come il Goblin o il Venom dei film precedenti, o un uomo mentalmente disturbato, come il Dottor Octopus nel secondo Spider-Man diretto da Sam Raimi.

Il Lizard di Marc Webb è semplicemente spaventoso! Fa paura. 

Spider-Man e Lizard

Non a caso su TV8, prima dell'inizio del film, si segnalava che il film contiene scene non adatte a un pubblico di minori non accompagnati.

Ancora meglio fa Webb in Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro

in quel film c'è una scena (LA SCENA) che riprende in maniera molto simile  quello che è l'episodio forse più importante della storia del fumetto superomistico occidentale. Ci aveva provato anche Sam Raimi, per ben due volte, sia in Spider-Man 1 che in Spider-Man 3, ma con risultati assolutamente inferiori, perché tradiva la natura degli eventi raccontati nel fumetto originale. La scena a cui mi riferisco è ripresa dal numero 121 dell'albo a fumetti Amazing Spider-Man, pubblicato negli Stati Uniti nel Giugno 1973. Quella storia, sceneggiata da Gerry Conway con i disegni di Gil  Kane, John Romita Sr. e Tony Mortellaro, segna il passaggio del fumetto sui supereroi dalla gioventù all'età adulta, alla maturità. Se volete scoprire di più vi rimando alla lettura del fumetto originale o ancora al libro "NUVOLE 2.0: Pantheon contemporaneo" (o a numerosi altri libri e articoli che ne hanno fatto un'esegesi adeguata).
Anche i due film sull'Uomo Ragno di Marc Webb hanno, in qualche modo, traghettato il genere superomistico al cinema da un pubblico tipicamente giovanile a uno più adulto e maturo. Per correttezza occorre dire che già i due Batman di Tim Burton e i tre di Christopher Nolan (nella saga cinematografica del Cavaliere Oscuro) avevano già fatto altrettanto e molto prima di Webb (il primo Batman di Burton è del 1989, quindi anticipa Webb di almeno 23 anni... e comunque Webb non può misurarsi, almeno al momento, né con Burton né con Nolan). Batman però si presta bene a un'interpretazione dark del personaggio e delle sue avventure, sin dalle sue origini e meglio di molti eroi Marvel (molti ma non tutti). Wolverine, per esempio, avrebbe avuto potenzialità simili a quelle del Cavaliere Oscuro, assolutamente non sfruttate nella sua versione cinematografica (se si esclude, ma solo in parte, il terzo film della saga sui supereroi mutanti: X-Men - Conflitto finale, uscito nel 2006). Quindi per vedere le stesse atmosfere nelle versioni cinematografiche degli eroi Marvel si sono dovuti aspettare proprio i due film di The Amazing Spider-Man.

Sempre di più, oggi, questa tendenza a produrre film sui supereroi per adulti sembra essere vincente. Esempi recenti sono Deadpool o l'italiano  Lo chiamavano Jeeg Robot.


Deadpool | Lo Chiamavano Jeeg Robot


La stessa tendenza si registra anche nelle serie televisive. Sono i lontani i tempi del Batman degli anni '60, interpretato  da Adam West e Burt Ward (quest'ultimo nei panni dell'inseparabile Robin), il cui target di riferimento era quello di un pubblico essenzialmente di bambini o poco più che adolescenti. Ricordate i fermi immagine degli eroi nell'atto di picchiare il "cattivo" di turno, con le didascalie "boom", "sbam" e "Patatrac" che apparivano sullo schermo? (Patatrac l'ho aggiunto io :-) ). Lo stesso vale, solo per citare i pochi che ebbero un minimo successo, anche per Wonder Woman (con la bellissima Lynda Carter) degli anni Settanta o per il poco successivo L'incredibile Hulk (con il culturista Lou Ferrigno nei panni di un improbabile Golia Verde).

Se per tutto il primo decennio del XXI secolo Smallville ha spostato il target di riferimento verso un pubblico di adolescenti e giovanissimi, quindi un pubblico di ragazzi più grandi rispetto a quelli delle serie TV sui supereroi precedenti, alcune delle serie televisive sui supereroi di oggi hanno tutto un altro sapore.Un gusto decisamente adulto.

Telefilm come Daredevil e Gotham, entrambi alla seconda stagione, o Marvel's Jessica Jones, alla prima, sono telefilm decisamente adulti. Duri. 

In un certo senso impegnati.  Senza limiti, se non quelli necessari a rendere la storia coerente con l'universo e l'atmosfera che ne costituiscono l'ambientazione. La seconda stagione, sia di Daredevil che di Gotham, sono partite con toni ancora più dark e violenti delle precedenti. Assolutamente da seguire per scoprire come andranno a finire. Se il bene vince sempre sul male o se il bene è effettivamente bene ed il male davvero male. Un po' nella stessa filosofia che pervade questo blog, nella ricerca, anche nelle narrazioni di "assoluti relativi".


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Per approfondimenti: NUVOLE 2.0: Pantheon Contemporaneo